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Cos’è il CDMC? Una guida pratica al framework Cloud Data Management Capabilities

Il CDMC offre alle organizzazioni un framework specifico per il cloud per controllare i dati sensibili, valutare la maturità e tradurre i requisiti di governance in controlli tecnici misurabili. Questa guida illustra il framework, i suoi 14 controlli e come i team possono applicarlo nella pratica.

  • Cos’è il framework CDMC?
  • Le 6 aree di capacità del framework di data governance CDMC
  • Implementare il CDMC con Snowflake
  • Il CDMC rende valutabili i controlli cloud
  • Risorse

Il cloud ha cambiato la gestione dei dati. Oggi i dati si spostano tra regioni diverse, le identità sono federate, archiviazione e compute scalano in modo indipendente e le decisioni di accesso dipendono sempre più da API, policy e metadati che devono essere valutati di continuo anziché verificati a posteriori.

Il framework Cloud Data Management Capabilities (CDMC) aiuta le organizzazioni a valutare e migliorare il modo in cui gestiscono e controllano i dati in ambienti cloud, multi-cloud e cloud ibridi.

Cos’è il framework CDMC?

Il CDMC è un framework di valutazione e certificazione basato sulle best practice. Il framework è stato sviluppato dal CDMC Working Group con il contributo di oltre 300 persone in più di 100 organizzazioni e i primi controlli CDMC sono stati pubblicati nel 2021. Il framework è reso disponibile dall'EDM Council con una licenza gratuita per uso interno.

Il CDMC è diverso da framework come DAMA-DMBOK o DCAM. DAMA-DMBOK è un corpus di conoscenze sulla gestione dei dati come disciplina, mentre DCAM valuta capacità più ampie di gestione dei dati a livello aziendale. Il CDMC presuppone che queste basi siano importanti, ma restringe il focus ai controlli necessari per governare i dati sensibili negli ambienti cloud, dove automazione, applicazione delle policy e raccolta continua di prove fanno parte della progettazione e non sono un livello opzionale aggiunto in un secondo momento.

Nella sua essenza, il CDMC si articola in 14 controlli e automazioni chiave, suddivisi in sei aree:

  • Governance and Accountability (governance e accountability)
  • Cataloging and Classification (catalogazione e classificazione)
  • Accessibility and Usage (accessibilità e utilizzo)
  • Protection and Privacy (protezione e privacy)
  • Data Lifecycle (ciclo di vita dei dati)
  • Data and Technical Architecture (architettura dei dati e architettura tecnica)

Il framework è strutturato in modo che ogni controllo possa essere documentato e valutato. Per questo è utile non solo come riferimento per la governance, ma anche come modello pratico di valutazione per i programmi cloud che devono dimostrare quali controlli sono implementati e quali no.

Il framework è inoltre deliberatamente neutrale rispetto ai vendor, il che lo rende rilevante in tutti i settori e negli ambienti cloud, multi-cloud e cloud ibridi. I principali provider e i vendor dell’ecosistema hanno pubblicato le proprie linee guida di implementazione o i materiali di valutazione relativi ai controlli.

Le 6 aree di capacità del framework di data governance CDMC

I 14 controlli risultano più facili da gestire se li si osserva attraverso le sei aree operative che insieme supportano:

  1. Governance e accountability: riguarda il piano di controllo fondamentale: conformità del controllo dei dati, proprietà, origini dati autorevoli e punti di provisioning, sovranità dei dati e movimento transfrontaliero. Un team dovrebbe essere in grado di dimostrare chi è proprietario di un asset sensibile, dove ha avuto origine, come viene monitorata la conformità e se il movimento tra giurisdizioni è governato e verificabile.
  2. Catalogazione e classificazione: riguarda la catalogazione e classificazione automatica dei dati sensibili al momento della creazione o dell’ingestion e la coerenza di questo processo tra i diversi ambienti. Questo è uno degli esempi più chiari dell’orientamento cloud del CDMC, perché il framework presuppone che il catalogo sia una superficie di controllo live anziché un inventario statico.
  3. Accessibilità e utilizzo: riguarda gli entitlement, le impostazioni di accesso predefinite e la finalità del consumo dei dati. L’accesso ai dati sensibili dovrebbe essere assegnato di default al creatore e al proprietario, gli accessi dovrebbero essere tracciati e la finalità del consumo dei dati dovrebbe essere indicata negli accordi di data sharing che coinvolgono dati sensibili.
  4. Protezione e privay: riguarda i controlli di sicurezza appropriati per i dati sensibili e l’attivazione automatica delle valutazioni d’impatto sulla protezione dei dati per i dati personali in base alla giurisdizione. È qui che il CDMC collega più chiaramente i requisiti di governance alle operazioni e alle prove in materia di privacy.
  5. Ciclo di vita dei dati: riguarda conservazione, archiviazione, eliminazione e misurazione della qualità dei dati. Il diagramma dell’EDM Council colloca qui la misurazione della qualità dei dati anziché in un dominio della qualità separato e di primo livello: un segnale utile del fatto che la qualità è trattata come parte del controllo continuo del ciclo di vita e non solo come un tema legato all’analisi dei dati.
  6. Architettura dei dati e architettura tecnica: riguarda le metriche di costo e la lineage. Il CDMC si aspetta che le organizzazioni rendano disponibili nel catalogo le metriche di costo associate all’uso, all’archiviazione e al movimento dei dati, e che rendano disponibili le informazioni di lineage per i dati sensibili.

I materiali di benchmark CDMC dell’EDM Council utilizzano un modello di valutazione basato sulle prove e descrivono la maturità attraverso output di assessment legati a processo, coinvolgimento ed evidenze. Nella pratica, le organizzazioni utilizzano i risultati per produrre una visione della maturità controllo per controllo e una heatmap di remediation che mostra dove automazione, metadati, copertura delle policy o monitoraggio richiedono ancora interventi

Ecco un modo pratico per immaginare come si presenta la maturità misurata nelle sei aree:

Area di capacità Misurare la maturità nella pratica
Catalogazione e classificazione I nuovi data asset vengono catalogati automaticamente, la proprietà viene popolata, le colonne sensibili vengono classificate in fase di ingestion e i tag sono interrogabili per l’uso nelle policy a valle
Protezione dei dati e privacy Mascheramento, crittografia e controlli della privacy vengono applicati tramite policy e le prove dell’applicazione dei controlli possono essere rese disponibili senza ricostruzioni manuali
Qualità dei dati I controlli di qualità vengono eseguiti secondo una pianificazione, le eccezioni sono visibili centralmente e i proprietari possono individuare quali controlli non sono andati a buon fine e dove
Ciclo di vita dei dati Le pianificazioni di conservazione vengono applicate in modo coerente, le finestre di recupero sono definite e le azioni di ripristino o eliminazione possono essere sottoposte ad audit
Accessibilità e utilizzo dei dati L’accesso segue regole basate sui ruoli o sulle policy, la proprietà di default è chiara e l’utilizzo è tracciabile fino a utenti, ruoli e finalità approvate
Sovranità dei dati I vincoli di region e movimento sono documentati, la gestione transfrontaliera è verificabile e le eccezioni possono essere valutate rispetto alle policy

Implementare il CDMC con Snowflake

Sebbene il CDMC sia neutrale rispetto ai vendor e l’implementazione vari da un’organizzazione all’altra, Snowflake offre funzionalità in grado di supportare molti aspetti di questi controlli.

Catalogazione e classificazione

Snowflake Horizon Catalog riunisce metadati, lineage e contesto delle policy, mentre la classificazione dei dati sensibili di Snowflake applica tag definiti dal sistema alle colonne identificate come sensibili. Horizon può aiutare ad applicare policy di conservazione e accesso tra i diversi ambienti, supportando le aspettative del CDMC secondo cui catalogazione e classificazione devono operare come un livello di controllo attivo.

Protezione e privacy

Snowflake consente il mascheramento dinamico dei dati e le policy di accesso righe. La feature Dynamic Data Masking utilizza policy di mascheramento per mascherare selettivamente i dati in chiaro nelle colonne di tabelle e viste al momento dell’esecuzione delle query, mentre le policy di accesso righe controllano quali righe sono visibili in una tabella o vista. Insieme, questi controlli possono essere utilizzati per supportare i requisiti del CDMC relativi ai controlli di sicurezza e alla gestione degli accessi sensibili dal punto di vista della privacy.

Ciclo di vita dei dati

Snowflake offre Time Travel fino a 90 giorni e Fail-Safe per un periodo di sette giorni dopo la fine della finestra di conservazione di Time Travel. Queste feature offrono funzionalità integrate in grado di supportare i requisiti di controllo di conservazione e recupero all’interno della piattaforma.

Gestione e misurazione della qualità dei dati

Per il controllo di misurazione della qualità dei dati nel ciclo di vita dei dati, il monitoraggio della qualità e le funzioni metriche sui dati di Snowflake offrono modalità integrate e personalizzate per misurare i comuni attributi di qualità dei dati. Le funzioni metriche sui dati di sistema possono essere assegnate a tabelle o viste e utilizzate per esigenze di governance e conformità, il che le rende particolarmente adatte al Controllo 11 del CDMC.

Accessibilità e utilizzo

Il modello di accesso di Snowflake è incentrato sul controllo degli accessi basato sui ruoli (RBAC), sulla proprietà e sui privilegi, con i relativi controlli delle policy applicati al di sopra. Questo supporta la componente di entitlement e accesso del framework, mentre tag e metadati aiutano a collegare le decisioni di accesso al contesto di sensibilità e utilizzo.

Architettura dei dati e architettura tecnica

Il modello di metadati e lineage di Horizon Catalog aiuta a trasformare il CDMC da un insieme di dichiarazioni di controllo in qualcosa che un’organizzazione può effettivamente valutare. Il framework presuppone che i team siano in grado di identificare un asset sensibile, associargli un contesto di governance e seguirlo attraverso i sistemi, le trasformazioni e gli oggetti a valle che ne dipendono. I metadati mettono in evidenza il contesto, ovvero proprietà, classificazione, tag e controlli correlati, mentre la lineage mostra come si spostano i dati e dove tali controlli potrebbero dover persistere.

Governance e accountability

Snowflake aiuta a stabilire il contesto di controllo da cui dipende il CDMC. Il framework non si limita a chiedere se i dati sensibili siano classificati o protetti, ma se un’organizzazione sia in grado di dimostrare chi ne è proprietario, quale origine sia autorevole, come venga monitorata la conformità e se il movimento tra ambienti o giurisdizioni possa essere valutato rispetto alle policy.

Snowflake offre funzionalità che possono aiutare le organizzazioni a implementare, rendere operativi e monitorare i processi legati alla conformità tramite metadati condivisi, campi di proprietà, tag, applicazione delle policy e visibilità delle attività. In questo modo la governance diventa qualcosa che i data steward e i responsabili dei controlli possono effettivamente esaminare.

Ecco una mappa sintetica delle capacità e delle feature:

Capacità CDMC Funzionalità Snowflake di supporto
Governance and Accountability Snowflake Horizon Catalog, metadati di ownership, tag, cronologia degli accessi, controlli delle policy
Cataloging and Classification Snowflake Horizon Catalog, classificazione dei dati sensibili, tagging degli oggetti
Accessibility and Usage RBAC, policy di accesso righe, modello di ownership e privilegi
Protection and Privacy Mascheramento dinamico dei dati, policy di accesso righe, tag di classificazione e applicazione delle policy
Data Lifecycle Time Travel, Fail-Safe, contesto delle policy di retention in Horizon Catalog
Data and Technical Architecture Lineage e metadati in Snowflake Horizon Catalog, dati di utilizzo e costi combinati con un reporting di governance più ampio

Il CDMC rende valutabili i controlli cloud

Ciò che distingue il CDMC è il presupposto che la gestione dei dati nel cloud richieda controlli automatizzabili, documentabili e rivalutabili in modo continuo, perché è proprio così che operano le piattaforme moderne. Il valore del framework non sta solo nel definire i controlli, ma nel costringere i team a porsi domande come: dove vengono popolati i metadati del catalogo, come viene applicato il controllo degli accessi, se i controlli di qualità vengono eseguiti senza intervento manuale e quali evidenze esistono quando un auditor o un’autorità di regolamentazione richiede una prova.

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